Dedica una poesia a tuo figlio appena nato

Dedica una poesia a tuo figlio appena nato

Ci sono cose che ti cambiano la vita e, senza nessun dubbio, l'arrivo di un figlio è una di queste. Nel momento in cui prendi in braccio il tuo bambino per la prima volta, tutto il mondo intorno a te si trasforma e non sarà mai più la stessa persona. Il legame che si crea è di un'intensità così unica e forte che è difficile spiegare a chi non è un genitore cosa si prova.

Scegli di fare al tuo bimbo un primo regalo che viene dal profondo del tuo cuore e prova a scrivere una poesia dedicata proprio a lui. Puoi prendere ispirazione dai primi momenti di contatto, come quando si addormenta accoccolato nel tuo abbraccio, quando giocate insieme, quando gli fai il bagnetto e così via. Raccontagli in versi le sensazioni di questi attimi di intimità e di puro sentimento materno o paterno, in modo che, anche quando sarà grande, si ricorderà per sempre dell'affetto che che lo ha circondato sin dal momento della nascita.

Per trovare un po' di ispirazione, Personal Dreamer ha scelto alcune poesie, su cui soffermarti per riflettere sulla tua nuova vita da genitore.

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Per le neomamme, ecco l'intensa Maternità di Tagore.

Da dove sono venuto? Dove mi hai trovato?
Domandò il bambino a sua madre.
Ed ella pianse e rise allo stesso tempo e stringendolo al petto gli rispose:
tu eri nascosto nel mio cuore bambino mio,
tu eri il Suo desiderio.
Tu eri nelle bambole della mia infanzia,
in tutte le mie speranze,
in tutti i miei amori, nella mia vita,
nella vita di mia madre,
tu hai vissuto.
Lo Spirito immortale che presiede nella nostra casa
ti ha cullato nel Suo seno in ogni tempo,
e mentre contemplo il tuo viso, l'onda del mistero mi sommerge
perché tu che appartieni a tutti,
tu mi sei stato donato.
E per paura che tu fugga via
ti tengo stretto nel mio cuore.
Quale magia ha dunque affidato il tesoro
del mondo nelle mie esili braccia?

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E per i papà che vogliono fare questo regalo ai propri figli? Per loro abbiamo scelto i bellissimi versi di Se di Rudyard Kipling.

Se riesci a conservare il controllo quando tutti
Intorno a te lo perdono e te ne fanno una colpa;
Se riesci ad aver fiducia in te quando tutti
Ne dubitano, ma anche a tener conto del dubbio;
Se riesci ad aspettare e non stancarti di aspettare,
O se mentono a tuo riguardo, a non ricambiare in menzogne,
O se ti odiano, a non lasciarti prendere dall'odio,
E tuttavia a non sembrare troppo buono e a non parlare troppo saggio;
Se riesci a sognare e a non fare del sogno il tuo padrone;
Se riesci a pensare e a non fare del pensiero il tuo scopo;
Se riesci a far fronte al Trionfo e alla Rovina
E trattare allo stesso modo quei due impostori;
Se riesci a sopportare di udire la verità che hai detto
Distorta da furfanti per ingannare gli sciocchi
O a contemplare le cose cui hai dedicato la vita, infrante,
E piegarti a ricostruirle con strumenti logori;
Se riesci a fare un mucchio di tutte le tue vincite
E rischiarle in un colpo solo a testa e croce,
E perdere e ricominciare di nuovo dal principio
E non dire una parola sulla perdita;
Se riesci a costringere cuore, tendini e nervi
A servire al tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,
E a tener duro quando in te non resta altro
Tranne la Volontà che dice loro: "Tieni duro!".
Se riesci a parlare con la folla e a conservare la tua virtù,
E a camminare con i Re senza perdere il contatto con la gente,
Se non riesce a ferirti il nemico né l'amico più caro,
Se tutti contano per te, ma nessuno troppo;
Se riesci a occupare il minuto inesorabile
Dando valore a ogni minuto che passa,
Tua è la Terra e tutto ciò che è in essa,
E - quel che è di più - sei un Uomo, figlio mio!

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Continuiamo con la poesia Live Your Life del capo indiano Tecumseh.

Vivi la tua vita in maniera tale che la paura della morte
non possa mai entrare nel tuo cuore.
Non attaccare nessuno per la sua religione;
rispetta le idee degli altri, e chiedi che essi rispettino le tue.
Ama la tua vita, migliora la tua vita,
abbellisci le cose che essa ti da.
Cerca di vivere a lungo
e di avere come scopo quello di servire il tuo popolo.
Prepara una nobile canzone di morte per il giorno
in cui ti incamminerai verso la grande separazione.
Rivolgi sempre una parola od un saluto quando incontri un amico,
anche se straniero, in un posto solitario.
Mostra rispetto per tutte le persone e non umiliarti davanti a nessuno.
Quando ti svegli al mattino ringrazia per il cibo e per la gioia della vita.
Se non trovi nessun motivo per ringraziare,
la colpa giace solo in te stesso.
Non abusare di niente e di nessuno,
per farlo cambia le cose sagge in quelle sciocche
e priva lo spirito delle sue visioni.
Quando arriverà il tuo momento di morire,
non essere come quelli i cui cuori sono pieni di paura,
e quando arriverà il loro momento essi piangeranno
e pregheranno per avere un 'altro poco di tempo per vivere
la loro vita in maniera diversa.
Canta la tua canzone della morte
e muori come un eroe che sta tornando alla casa.

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Come ultimo consiglio ci affidiamo alle famosissime parole di Kahlil Gibran e della sua poesia I tuoi figli non sono figli tuoi.

I tuoi figli non sono figli tuoi,
sono i figli e le figlie della vita stessa.
Tu li metti al mondo,
ma non li crei.
Sono vicino a te,
ma non sono cosa tua.
Puoi dar loro tutto il tuo amore,
ma non le tue idee.
Tu puoi dare dimora al loro corpo,
ma non alla loro anima,
perché la loro anima abita
nella casa dell’avvenire
dove a te non è dato entrare
neppure con il sogno.
Puoi cercare di somigliare a loro,
ma non volere che essi assomiglino a te,
perché la loro vita non ritorna
indietro e non si ferma a ieri.
Tu sei l’arco che lancia i figli verso il domani.

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E se proprio non riesci a mettere in versi i tuoi sentimenti, non disperare e affidati alle rime dei poeti più famosi, dedicando al tuo bimbo o alla tua bimba una poesia che ti colpisce particolarmente confezionata in modo che possa accompagnarlo lungo tutta la sua crescita: in uno scrigno, in una busta personalizzata oppure addirittura incorniciata in un quadretto da appendere al muro.

I figli sono un dono preziosissimo e non si smette mai di fare il papà o la mamma perché, anche se loro crescono e diventano grandi e indipendenti, l'amore di un genitore li seguirà per tutta la vita.

di: Personal Dreamer

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