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Anno sabbatico: staccare la spina per ritrovare se stessi

L'anno sabbatico è il momento perfetto per viaggiare intorno al mondo

Sono tanti i motivi per cui vale la pena concedersi un anno sabbatico: perché ci si sente soffocare dalla routine lavorativa, per esempio, o perché si vogliono seguire i propri sogni e le proprie aspirazioni o anche perché si desidera prendersi una pausa che metta ordine nella vita. O, ancora, per vivere un'esperienza indimenticabile, non sempre facile, ma in grado di "ristabilire" al meglio quali sono le proprie priorità anche una volta rientrati a casa. L'importante è convincersi che sia davvero alla portata di tutti. Ti abbiamo stimolato e vuoi saperne di più? Continua a leggere e soddisferemo le tue curiosità.

Per cominciare: cosa è, più nel dettaglio, l'anno sabbatico? Chiamato in inglese anche "gap year" o "career break", si tratta di una pausa dal lavoro dedicata a esperienze extraprofessionali, come viaggiare intorno al mondo, puntare sulla propria formazione (seguire un corso, imparare una lingua straniera) oppure fare volontariato. Si tratta dunque di un periodo importante per la propria crescita personale. Mentre nei Paesi anglosassoni il gap year è piuttosto diffuso, in Italia l'anno sabbatico è relativamente poco conosciuto, nonostante sia previsto dalla normativa attuale. La legge prevede infatti un periodo di 11 mesi, richiedibile dopo cinque anni di servizio. Unico neo: non percepisci lo stipendio. Tuttavia, sarebbe un peccato non sfruttare questa opportunità: potrai fare esperienze uniche, che potrebbero non capitare mai più nella tua vita e che possono anche arricchire il tuo curriculum professionale.

Naturalmente, non esiste una "formula" uguale per tutti e che garantisca di vivere l'anno sabbatico perfetto: il bello di questa esperienza sta infatti anche nell'organizzarlo a misura di ciò che si ricerca. Se viaggiare, con la semplice voglia di scoprire altri posti con uno sguardo libero e senza costrizioni o darsi da fare in un progetto umanitario, naturalistico o sociale sono le vie più scelte, non sono certo le uniche. Volendo, infatti, si può anche "staccare" stando a due passi da casa: l'importante è infatti il saper vivere "a mente leggera" ed è l'esperienza in sé a contare più della meta.

Detto questo, come ben spiega anche Riccardo Caserini nel suo blog www.annosabbatico.it, anche decidere per un viaggio intorno al mondo - una di quelle esperienze a cui si guarda come a un sogno irrealizzabile - è spesso molto più semplice di quel che si pensa. Per lasciare il lavoro basta una lettera, che non deve per forza essere un addio a quell'ambiente professionale: anzi, lasciarsi porte aperte per il ritorno è cosa buona e può anche essere che le attività svolte in viaggio possano tornare utili anche in ufficio. Non avere i soldi per concedersi un anno sabbatico è una delle scuse usate più di frequente: in realtà, esistono biglietti aperti per il giro del mondo molto convenienti, così come la spesa complessiva non è poi così eccessiva se si decide di affrontare il viaggio badando all'essenziale. Inoltre, è sempre possibile abbattere i costi lavorando: negli stessi ostelli in cui si alloggia, per esempio, o come cameriere o insegnante di lingue. Le possibilità sono davvero tantissime e si trovano anche in un altro sito di riferimento come www.gapyear.com e, con un minimo di pianificazione, si potrà evitare di farsi trovare impreparati.

Importante è anche non lasciarsi sfuggire l'occasione perché sconsigliati da chi ci sta intorno. Se si sente che questa esperienza ha un significato meglio non ascoltare le voci di chi potrebbe remare contro e puntare invece sulle cose che davvero servono prima del viaggio: vaccinazioni, passaporti, visti e poco altro. Poi, viaggiando leggeri di zaino e "di testa", ogni aspetto dell'anno sabbatico - anche gli inevitabili momenti più difficili - saranno a tutti gli effetti un vero e proprio arricchimento.
E tu, hai mai pensato di prenderti un anno sabbatico e vivere questa fantastica esperienza?

di: Personal Dreamer