ombra

Il Kintsugi, ovvero l'arte della valorizzazione delle ferite

Il Kintsugi, ovvero l'arte della valorizzazione delle ferite

Hai presente quel piatto antico, che la tua famiglia si tramanda di generazione in generazione, che hai appeso al muro e che disgraziatamente ti è caduto rompendosi mentre stavi verniciando casa? O quel vaso che ti ha regalato tua mamma e a cui tiene tanto, andato in mille pezzi dopo che il cane si è mosso in maniera un po' brusca? Potremmo andare avanti con altri esempi, ma il succo è sempre quello: un oggetto in ceramica che per qualche motivo si rompe, diventando inutilizzabile e da buttare. Siamo sicuri che però sia davvero da buttare? Riflettiamoci un attimo. Non credi anche tu che da un'imperfezione, da una crepa, possa poi come per magia nascere una forma nuova, unica e ancora maggiore, di perfezione estetica? Se questo concetto ti trova d'accordo, allora sei sulla strada giusta per apprendere una tecnica decorativa antichissima, di origine giapponese, ovvero il Kintsugi, che proprio da questo presupposto prende il via. Si tratta di una pratica che utilizza oro o argento liquido, o lacche con polvere d'oro, per riparare oggetti in ceramica, sfruttando proprio il materiale prezioso per incollare i frammenti rotti. La riparazione consente infatti di ottenere nuovi oggetti preziosi sia da un punto di vista economico che artistico, oltre che unici e irripetibili. Una pratica davvero affascinante.

Come molte delle tecniche e delle teorie che arrivano dall'Oriente, anche questa ha un substrato filosofico molto ricco. Il concetto è appunto quello che un oggetto rotto abbia proprio in virtù della sua rottura, una storia, che lo rende più pregiato. La crepa è allora da valorizzare, arricchendola con del materiale altrettanto prezioso. E quindi non con della semplice colla, proprio per esaltare la storia della sua ricomposizione. Una vera e propria metafora della nostra vita, se ci pensi: a chi non capita di subire rotture e ferite nel corso del proprio cammino? Andrebbero nascoste o sarebbe meglio, invece, farle evolvere, proprio come si fa con il Kintsugi?

Un procedimento lento, e che necessita grande pazienza, come puoi immaginare, ma che garantisce risultati imprevisti e bellissimi, e che ci può rivelare aspetti nascosti e rivelarci forme nuove e affascinanti. Proprio come la nostra vita, no? E allora perché non apprendere tutti l'arte del Kintsugi e provare ad applicarla, magari non solo a quel famoso vaso rotto?

di: Personal Dreamer