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Un viaggio in Bhutan, lo Stato dove la felicità è il bene principale

Il Bhutan è uno dei Paesi più felici del mondo

Stretto tra India e Cina, tra le montagne dell'Himalaya orientale, c'è un piccolo Paese in cui, per molti aspetti, il tempo sembra essersi fermato. Parliamo del Bhutan, un paradiso di cime innevate, foreste e piccoli villaggi sospesi tra medioevo ed età moderna, dove la vita è regolata dagli antichi valori della tradizione culturale e religiosa. Forse non sai che il Bhutan vanta anche un record particolare: è stato il primo Stato a introdurre l'uso dell'indicatore noto come FIL, Felicità interna lorda.

Si tratta di un indicatore elaborato sulla falsariga del Pil, ma che anziché sul valore monetario di beni e servizi si basa su parametri come la qualità dell'aria, la salute dei cittadini, l'istruzione, la ricchezza dei rapporti sociali. Succede così che uno dei Paesi più poveri dell'Asia risulti secondo i sondaggi internazionali il più felice del continente e l'ottavo nel mondo. Merito delle politiche efficienti portate avanti dal governo del giovane re Jigme Khesar Namgyel Wangchuck (con cui è iniziata la democratizzazione di una delle ultime monarchie assolute del mondo) o forse dell'applicazione dei principi della religione buddhista, professata dalla gran parte della popolazione. Il Bhutan ha anche formalizzato l'importanza della felicità inserendola nella costituzione, come criterio che guida le definizioni delle politiche di sviluppo.

Perché visitarlo? Il Bhutan è rimasto praticamente chiuso al mondo esterno fino alla metà degli anni '70, ma quando ha aperto le sue porte ha letteralmente stregato i visitatori con il suo ambiente incontaminato, la maestosità dell'architettura, l'ospitalità della gente e la sua cultura antica e affascinante. Ad ammaliare sono però anche i ritmi di vita lenti, la lontananza dalla logica del profitto a tutti i costi. Chi visita il Bhutan si deve preparare a conoscere un luogo dove la tecnologia non pervade ancora la vita quotidiana e i collegamenti con i mezzi pubblici sono scarsi e poco agevoli. Vista la bellezza del panorama e lo stile di vita dei suoi abitanti, il Paese è tuttavia una meta da sogno per gli amanti del trekking e della mountain bike.

Un viaggio in Bhutan, fatto con il cuore e la mente pronte a vivere nuove esperienze, può diventare dunque anche un modo per toccare con mano ciò che John Kennedy aveva intuito già nel 1968: "Il Pil misura tutto, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta".

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di: Personal Dreamer