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La respirazione olotropica: una possibile esperienza trasformativa

La respirazione olotropica: una possibile esperienza trasformativa

A Personal Dreamer interessa sempre moltissimo provare a suggerire dei metodi per conoscere un po' meglio se stessi, trovando così il modo di dedicare tempo al nostro benessere, per poter poi affrontare le piccole e grandi dinamiche della quotidianità con maggiore energia e consapevolezza. Per questo motivo siamo molto aperti nel presentare ai nostri lettori esperienze in qualche modo fuori dal comune, pratiche e modi per esplorare il nostro corpo e la nostra mente che non per forza debbono essere scientifici (anzi, in molti casi si tratta di metodi non ancora riconosciuti dalla comunità scientifica), ma che secondo noi sono molto interessanti per la loro potenzialità, e per l'aiuto che possono offrire soprattutto per regalarci una opportunità trasformativa. Opportunità interessanti anche per i nostri lettori, e che per questo vi sottoponiamo, non senza la doverosa precisazione che, proprio perché si tratta di prassi non sempre scientificamente accettate, è sempre meglio, se siete interessati, affrontarle con la supervisione di psicoterapeuti molto esperti.

E proprio una pratica di questo genere è ciò che vogliamo presentare oggi: la respirazione olotropica. Un processo ideato e messo a punto da due studiosi, lo psichiatra Stanislav Grof e sua moglie Christina (questo è il sito ufficiale della coppia, nella quale troverete tutte le informazioni sul loro personale e interessantissimo curriculum scientifico). Ma in cosa consiste questo tipo di respirazione? Il termine olotropico deriva dal greco, e significa "che si muove verso l'interezza": questo genere di respirazione, infatti, porterebbe al raggiungimento di "stati non ordinari di coscienza", una autoesplorazione che attinge elementi dall'antropologia, dalla psicologia e da pratiche spirituali orientali. È un metodo che si pratica in gruppo, ma anche in sessioni individuali. Nei gruppi, i partecipanti si dividono in coppie, in cui, a turno, uno degli elementi assume il ruolo di "respiratore" e uno quello del "sitter", ovvero colui che stabilisce una relazione empatica con il proprio compagno, supportandolo durante la sua attività respiratoria. Il metodo si basa su una respirazione accelerata, l'ascolto di musica particolarmente evocativa, il lavoro sul corpo, attravero la rappresentazione in un mandala dell'esperienza vissuta, e infine sulla condivisione in gruppo dell'esperienza vissuta. Il risultato è l'attivazione di alcune zone dell'inconscio (dove sono rimasti "bloccati" alcuni eventi traumatici del nostro passato), e la contemporanea liberazione di alcune energie rimaste bloccate nel corpo (ed espresse sotto forma di contrazioni muscolari inconsce, tossine, malattie psicosomatiche), ristabilendo l'equilibrio psico-fisico dell'individuo.

Se ciò che ti abbiamo raccontato ti ha incuriosito e ti è venuta voglia di saperne di più, potresti ad esempio dare un'occhiata al sito dell'Associazione Internazionale di Respirazione Olotropica (AHBI) o a questo video, che spiega con dovizia di particolari la respirazione olotropica, una potenziale esperienza trasformativa in grado di rimuovere alcune problematiche che rallentano il tuo benessere, spingendoti nello stesso tempo a evolvere verso una più nuova e serena versione di te.

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di: Personal Dreamer