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Più psicologia nello sport - La paura di vincere

Più psicologia nello sport - La paura di vincere

Durante una stagione, una squadra può vivere momenti molto diversi. Può alternare risultati positivi e negativi, vincere molto spesso, quasi sempre, o al contrario infilare una serie di risultati disastrosi.
Ma c'è una condizione particolare che a volte colpisce squadre o singoli giocatori "rivelazione" dei campionati: quando iniziano a scalare la classifica si ritrovano ad aver paura di vincere troppo.

Più si va in alto, più si rischia di incorrere nel timore di cadere È un po' come aver paura dell'altitudine, dei piani alti, di buttarsi con il paracadute.
La vertigine della vittoria non è forse come l'ebbrezza, quel massimo di euforia a cui segue la paura della caduta, dato che si pensa che più in alto non si può andare? Non è forse il timore di oltrepassare i propri limiti, di provare quel senso di colpa per un premio che sembra troppo importante, perché potrebbe superare il "padre" che portiamo dentro di noi?
Ma le "vertigini sportive", se affrontate al momento giusto con un valido supporto psicologico, possono essere superate con successo. 

Si sente dire spesso "non erano abituati a vincere" o "mancavano di esperienza", ma in realtà, non si tratta solo di abitudine o di esperienza. Se così fosse, giocatori molto giovani non potrebbero vincere le competizioni più importanti. Dipende soprattutto dalla consapevolezza dei propri mezzi, che spesso viene, è vero, dalla maturità, ma che può anche essere supportata precocemente da buoni modelli, giocatori stimati o allenatori sportivamente e umanamente preparati, che possono rivelarsi ottime "guide paterne", in grado di aiutare un atleta colto dalla paura di vincere ad entrare in una nuova fase della propria vita, in cui ambire a traguardi importanti non viene vissuto come qualcosa di "troppo grande".

La paura di vincere, quindi, è soprattutto una questione di "testa": dello sportivo, della squadra, dell'allenatore, dello staff tecnico, dell'intera società, a volte degli stessi tifosi. Una squadra e una società sono paragonabili ad una grande famiglia, per questo è necessario comprenderne le dinamiche per riuscire ad affrontare al meglio quegli inevitabili imprevisti che possono accadere, appunto, anche nelle migliori famiglie.

Hai una squadra con elementi molto forti, ma che non si amalgamano? Ti è successo di assistere alla paura di vincere dei tuoi atleti e di non riuscire a supportarli adeguatamente?

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di: Personal Dreamer