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Quando l'energia nucleare minaccia il nostro nucleo personale

Quando l'energia nucleare minaccia il nostro nucleo personale

È necessario analizzare la questione nucleare da più parti e su più livelli per provare a dare una spiegazione.

Tutta la materia vivente e non, attraverso la radiazione, ha in sé una vita energetica inesauribile, una forza talmente primordiale da far fremere le coscienze di scienziati e studiosi che a questa hanno dedicato la vita. Ma quando l'uso umano la finalizza per centrali nucleari, pile e bombe atomiche ad un uso esclusivamente "individuale" delle potenze nazionali, la situazione rischia di diventare, per l'appunto, esplosiva.

Alla questione nucleare si può dare una lettura anche a livello psicologico: quando ci rapportiamo collettivamente con le problematiche legate all'energia nucleare che, se non gestite correttamente, creano disastri, è come se individualmente ci rapportassimo con le nostre forze psichiche illimitate che, se non ben integrate, rischiano di far impazzire la nostra coscienza e di farci precipitare negli abissi della follia.

Le nazioni si servono dell'energia per dominare chi non ne ha, e non tengono conto che oggi una visione esclusivamente nazionale, in un mondo fortemente globalizzato, è ormai priva di senso. Un disastro atomico non ha confini nazionali, le nubi radioattive non conoscono limiti e si diffondono ovunque. Quindi il problema energetico non è più una questione di una singola nazione ma è trasversale e internazionale.
Ed ecco che il Giappone, unica nazione ad aver conosciuto la terribile esperienza della bomba atomica, con una delle produzioni a più alta tecnologia, ha sul suo territorio ben 54 centrali nucleari, di cui una ora gravemente danneggiata e in grado di provocare un nuovo disastro come Cernobyl.

Forse sarebbe ora di ridiscutere il rapporto fra un'economia tesa alla massimizzazione dei profitti e le risorse della Terra, con decisioni che andrebbero prese a livello mondiale (collettivo) e non più solo nazionale (individuale), ammettendo che qualcosa non funziona nella continua monocorde osservazione del PIL e della sua crescita. E magari accettando anche una sana decrescita, rinunciando ai tanti consumi inutili, ristabilendo un contatto diretto con le risorse della Madre Terra.

Cosi come i fisici "rompono" il nucleo atomico, così i biologi "rompono" il nucleo del DNA attraverso le manipolazioni genetiche, non rendendosi entrambi conto che possono alterare in modo irreversibile la nostra nicchia ecologica per fini puramente economici, spesso non considerando la complessità del mondo e della persona.

E intanto, aumentano le angosce collettive per la persistente rottura con il nostro "nucleo psicologico" più profondo. Forse è il caso di cominciare a cercare, anche individualmente, un nuovo modo di rapportarsi con se stessi e con il mondo.

Sarebbe importante cominciare a confrontarsi con le proprie angosce esistenziali. Se lo ritieni opportuno, possiamo iniziare a parlarne insieme...

di: Personal Dreamer