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Una settimana d'amore con la poesia di Tagore

Una settimana d'amore con la poesia di Tagore

La poesia, quando di vera poesia si tratta, è in grado di segnare i cuori. Nel corso dei secoli molte scuole si sono susseguite, ma il tema amoroso è rimasto uno dei più trattati da schiere di menti geniali e anime sensibili ed elette. 

Non tutti possiamo avere questo dono: toccare le corde più intime di qualcuno è come andare alla ricerca di un tesoro che, il più delle volte, è stato sepolto proprio perché non venisse trovato.
Ma ci sono poeti che possono aiutarti a fare breccia nell'animo di chi ami; uno di questi è senza dubbio il premio Nobel Rabindranath Tagore, poeta indiano vissuto a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento. Le sue numerose opere hanno affascinato tutto il mondo occidentale e oggi ti proponiamo una selezione di sette poesie, una al giorno, per sorprendere la persona che ami e per aiutarti a regalarle un'emozione che difficilmente potrà dimenticare. Perché questo è uno dei doni della poesia.

La poesia d'amore orientale presenta, come caratteri peculiari e distintivi, un distacco dalla soggettività, una leggerezza, un sereno tono impersonale, una ritualità reiterata che l'Occidente cristiano, drammatico, tormentato dall'idea di peccato e teso alla ricerca di tutto ciò che è interiore, ha intravisto solo in rarissimi casi. Perché il poeta orientale è sempre anche un mistico, un saggio, un veggente; e l'Amore di cui parla è la sintesi suprema di Amante e Amato, qualcosa di vicino a Dio, o Dio stesso.

Poesie d'amore

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Poesie d'amore

Poesie d'amore

Non solo descrizioni di paesaggi incantati e suggestivi in questa antologia di versi: il rapporto di Rabindranath Tagore con il mondo naturale è in realtà ben più complesso e intenso. E muove, a ben vedere, da quel sentimento di rispetto quasi devoto che è tipico dei grandi pensatori orientali e che anima anche le pagine del poeta. Il discorso sulla natura diventa subito, nelle parole dello scrittore indiano, un discorso sulla necessità di difendere la ricchezza del mondo naturale, di proteggerla facendosi carico della sua difesa. Rabindranath Tagore, nato e morto a Calcutta (1861-1941), è il poeta bengalese grazie al quale l'Occidente si è accostato alla cultura dell'India. Educatore, conferenziere, poligrafo, ricevette il premio Nobel nel 1913.

La poesia della natura

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La poesia della natura

La poesia della natura

Io desidero te, soltanto te

Io desidero te, soltanto te

il mio cuore lo ripeta senza fine.

Sono falsi e vuoti i desideri

che continuamente mi distolgono da te.

Come la notte nell'oscurità

cela il desiderio della luce,

così nella profondità

dalla mia inconscienza risuona questo grido:

''io desidero te, soltanto te''.

Come la tempesta cerca fine

nella pace, anche se lotta

contro la pace con tutta la sua furia,

così la mia ribellione

lotta contro il tuo amore eppura grida:''io desidero te, soltanto te''.

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Non lasciarmi, non andartene,

perché scende la notte.

La strada è deserta e buia,

si perde tortuosa. La terra stanca

è tranquilla, come un cieco senza bastone.

Sembra che io abbia aspettato nel tempo

questo momento con te

così accendo la lampada

dopo averti donato fiori.

Con il mio amore ho raggiunto stasera

il limite del mare senza spiaggia,

per nuotarci dentro e perdermi in eterno.

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Tu sei la nuvola della sera 

che vaga nel cielo dei miei sogni.

Io ti dipingo e ti modello 

con i miei desideri d'amore. 

Tu sei mia, solo mia, 

l'abitatrice dei miei sogni infiniti!

I tuoi piedi sono rosso-rosati 

per la vampa del mio desiderio, 

spigolatrice dei miei canti al tramonto! 

Le tue labbra sono dolci-amare 

del sapore del mio vino di dolore. 

Tu sei mia, solo mia, 

abitatrice dei miei sogni solitari!

Ho oscurato i tuoi occhi 

con l'ombra della mia passione,

frequentatrice della profondità 

del mio sguardo!

T'ho presa e ti stringo, 

amore mio, 

nella rete della mia musica.

Tu sei mia, solo mia, 

abitatrice dei miei sogni immortali!

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Donna

Donna, non sei soltanto l'opera di Dio,

ma anche degli uomini, che sempre

ti fanno bella con i loro cuori.

I poeti ti tessono una rete

con fili di dorate fantasie;

i pittori danno alla tua forma

sempre nuova immortalità.

Il mare dona le sue perle,

le miniere il loro oro,

i giardini d’estate i loro fiori

per adornarti, per coprirti,

per renderti sempre più preziosa.

Il desiderio del cuore degli uomini

ha steso la sua gloria

sulla tua giovinezza.

Per metà sei donna, e per metà sei sogno.

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Dimmi se tutto questo è vero, amore mio,

dimmi se questo è vero.

Quando i miei occhi lampeggiano, le oscure nuvole,

nel tuo petto, danno risposte tempestose.

È vero che le mie labbra sono dolci come l'inizio

del primo amore?

Che i ricordi di svaniti mesi di maggio

indugiano nelle mie membra?

Che la terra, come un'arpa, vibra di canzoni

al tocco dei mie piedi?

È poi vero che al mio apparire la rugiada

cade dagli occhi della notte e la luce del giorno

è felice quando avvolge con gioia il mio corpo?

È vero, proprio vero che il tuo amore vagò solitario

attraverso epoche e mondi in cerca di me?

E che quando finalmente mi hai trovato

il tuo vecchio desiderio trovò una pace perfetta

nel mio parlare gentile, nei miei occhi, nelle mie labbra

e nei miei capelli fluenti?

È vero, dunque, che il mistero dell'infinito 

è scritto sulla mia piccola fronte?

Dimmi, amore mio, se tutto questo è vero.

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Il nostro destino viaggia su un mare

mai attraversato, dove le onde

si susseguono in un gioco incessante

di rimpiattino.

È l'inquieto mare del mutamento,

perde e perde ancora gli armenti

e batte le mani contro il cielo costante.

Al centro di questo mare travolgente,

tra l'alba e la notte, Amore,

tu sei l'isola verdeggiante dove il sole

bacia l’ombra vaporosa, dove gli uccelli

sono amanti che cantano il silenzio.

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Parlami, amore mio! 

Dimmi a parole quello che hai cantato.

La notte è buia. 

Le stelle si nascondono tra le nuvole.

Il vento soffia tra le foglie. 

Scioglierò i miei capelli. 

Il mio mantello azzurro mi avvolgerà 

come la notte. Stringerò la tua testa

al mio petto; nella dolce solitudine 

sospirerò sul tuo cuore. 

Socchiuderò i miei occhi e ascolterò. 

Non ti guarderò il viso. 

Quando le tue parole cesseranno, 

staremo fermi e in silenzio. 

Solo gli alberi bisbiglieranno nell'oscurità.

La notte impallidirà. 

Spunterà l'aurora. 

Ci guarderemo negli occhi 

per l'ultima volta e andremo ognuno 

per la sua strada. 

Parlami, amore mio! 

Dimmi a parole quello che hai cantato.

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di: Personal Dreamer