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Yes-man in azienda? Perché non prendi il coraggio di dire no?

Yes-man in azienda? Perché non prendi il coraggio di dire no?

Dire sempre di "sì" può essere un segno sia di mancanza di rispetto verso se stessi, sia della voglia di sfuggire alle proprie responsabilità. Imparare a dire di no può aiutare noi e la nostra autostima.

Un "no" detto con fermezza, sincerità, ben motivato è significativo perché stimola la fiducia in se stessi, nelle nostre capacità e nei nostri giudizi. Difendere il proprio punto di vista senza troppa ansia, ci aiuta a chiarire i nostri obiettivi, favorisce le relazioni perché sottolinea l'importanza che ha per noi l'altra persona, magari un amico, fermandolo dal commettere gravi errori. Il nostro "no" è più prezioso di un "si" detto per accondiscendenza. Per meglio comunicare le nostre posizioni possono giovare frasi quali "preferisco di no, perché mi farebbe sentire...", "te lo dico perché ci tengo" oppure "penso che potrei esserti di maggior aiuto...".

Un profilo dello yes-man è quello di una persona che ha timore di assumersi le proprie responsabilità a causa di paure antiche legate alla figura paterna da cui teme di ricevere una punizione. Il rischio è quello di diventare uno "specchio sporco" del capo il quale collude e gioca sulla paura del suo collaboratore. Se il responsabile fosse una persona autorevole, e non autoritaria, cercherebbe di valorizzare i propri collaboratori attraverso il confronto e la discussione, senza invece asservirli ai propri giochi di potere.

Negli ambienti di lavoro sono apprezzate le persone che sanno apportare critiche costruttive, che affrontano il problema in maniera razionale e non emotiva, individui che hanno la capacità di trovare delle valide alternative risolutive. Infatti, nei gruppi di lavoro l'estremo conformismo degli yes-man è spesso non apprezzato dai colleghi e può rivelarsi limitante per i manager. Al contrario, le persone che con buone capacità analitiche esprimono le loro idee e le loro obiezioni, giustificandole dettagliatamente, godendo del rispetto del gruppo, del capo... e di se stessi.

Ma si può rompere quel patto poco sano basato sull'abuso di potere e la paura di punizioni più o meno velate? Certo che si può! Ascoltare le proprie emozioni è la via che apre a quella forza chiamata coraggio, parola che significa "agire con il cuore", unica vera strada per poter esprimere talento e personalità. E se il coraggio non lo si trova? Ci si può sempre rivolgere a professionisti della relazione di aiuto con cui affrontare insieme le antiche paure e ritrovare il piacere della propria libertà e indipendenza.

Al lavoro ti trovi spesso davanti a situazioni di questo tipo e vorresti imparare ad ascoltarti di più?

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di: Personal Dreamer