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I cantanti suicidi: artisti famosi e persone fragili

I cantanti suicidi: artisti famosi e persone fragili

Dalle semplici meteore, spesso capaci di lasciare in eredità hit intramontabili, fino alle grandi leggende che hanno cambiato la storia della musica, i veri artisti sono in grado di tradurre in canzoni indimenticabili le idee e le passioni, i disagi e le motivazioni di intere generazioni.
Attingere così profondamente dentro di sé, però, per molti interpreti si è rivelata un'arma a doppio taglio. Aprire le proprie profondità, le parti creative, ma anche gli aspetti "ombra" e guardarci dentro senza una guida e senza protezione, infatti, ha condotto molti di loro verso una morte precoce, più o meno consapevolmente, per mano propria.

Grandi artisti, grandi fragilità

Questi suicidi possono rappresentare sia la massima espressione della disperazione, ma anche una richiesta di attenzione, una domanda estrema di aiuto. Alcuni "rocker maledetti" se ne sono andati con un colpo d'arma da fuoco come Kurt Cobain dei Nirvana, o soffocando come Michael Hutchence degli INXS, altri musicisti per autodistruzione come Jim Morrison e Jimi HendrixAmy Winehouse e Michael Jackson... altri ancora ci hanno provato, fortunatamente senza successo, come Dave Gahan dei Depeche Mode. Uomini e donne forse non adeguatamente supportati dalle persone più vicine, che hanno vissuto angosce, depressioni, picchi di fragilità compresi troppo tardi.

Un'overdose d'amor proprio

Il suicidio non si manifesta solo per mezzo di un atto risoluto e definitivo, ma anche attraverso una serie di comportamenti rischiosi continuativi, fonte inesauribile di pericoli a stretto contatto con la morte. Droga, alcol, fumo, vita spericolata, ripetute sfide a tutto e a tutti, sono atteggiamenti spesso provenienti da forme di rabbia e paura che rischiano di portare un individuo nel baratro, ma possono essere modificati nel tempo con adeguati percorsi terapeutici e un'overdose di amor proprio.

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di: Personal Dreamer