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Le meravigliose biblioteche storiche italiane, antichi centri del sapere

Biblioteche storiche in Italia

Immaginate una biblioteca polverosa, luci soffuse, silenzio rotto solo da un delicato rumore di pagine che girano. Un profumo di carta avvolge questo ambiente fuori dal tempo e quasi surreale in un mondo ormai sempre più dominato da Internet e dal digitale. Certo, lavorare da casa alla propria tesi di laurea o ad un progetto che richiede ricerche accurate può essere un vantaggio di tempo e di denaro, eppure il fascino di questi luoghi non ha prezzo.

Biblioteche a misura d'uomo

Questi edifici meravigliosi pieni di innumerevoli e preziosi libri meritano di certo una visita. Da non perdere, ad esempio, la Capitolare di Verona: in una cornice di palazzi in mattoni e di viuzze lastricate, vi sembrerà di vedere Francesco Petrarca aggirarsi inquieto fra manoscritti latini di ogni epoca. Il poeta di Laura sognava di realizzare qualcosa di simile anche a Venezia, quella che nel ‘400 diventerà la Marciana. A quell'epoca, un altro centro importante per i letterati era la Firenze dei Medici. Nemmeno lì manca la biblioteca storica, il cui nome, Laurenziana, viene da Lorenzo, il famoso fondatore. Vi sentirete rinascere anche solo guardando l'architettura armoniosa ed equilibrata che sembra riflettere i valori di un'epoca d'oro.

La meraviglia del Barocco

Un po' più a Sud, nel cuore pulsante dell'Italia, troverete la Vaticana di Roma. Come si può facilmente intuire dal nome, questo tempio del sapere contiene per la maggior parte manoscritti di argomento religioso. Come del resto, l'Angelica, sempre a Roma, che affonda le sue radici nel lontano 1604 e che ospita al suo interno soprattutto codici agostiniani.
Un ecclesiastico è il fondatore anche dell'Ambrosiana di Milano: si tratta di quel celebre cardinale, Federico Borromeo, lo stesso citato nei Promessi Sposi. Dal 1609 a oggi chi entra non può trattenere un ‘oh' di meraviglia di fronte ai numerosi libri e volumi qui presenti.

La stessa meraviglia è assicurata dalla visione del patrimonio bibliografico della biblioteca nazionale Braidense, nel capoluogo lombardo. Basti pensare che all'inizio del 2016 questo era costituito da circa 1.500.000 unità, di cui 2.367 manoscritti, 40.000 autografi, 2.368 incunaboli, 24.401 cinquecentine, oltre 23.000 testate di periodici di cui 4.500 correnti, 5.200 stampe fotografiche anteriori al 1950, oltre a 50.000 negativi su lastra, 30.000 bobine di microfilm che riproducono 1.300 testate di periodici e 120.000 microform.

Fra gli edifici culla del sapere del periodo ottocentesco, infine, rientra a Cesena un piccolo gioiello di arte umanistica, la Biblioteca Malatestiana, che sembra il set ideale de "Il nome della rosa". Non vi resta che tuffarvi nel passato per riscoprire i veri tesori culturali del nostro Paese!

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di: Personal Dreamer