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Una notte speciale nel sacro tempio di Bagan in Birmania

Uno dei più suggestivi templi di Bagan

In Birmania c'è una città sacra enorme, tra palme ed erba alta dove pascolano le mucche e dove si nasconde soltanto una manciata di costruzioni abitate: Bagan. Un luogo in cui in poco più di due secoli sono stati eretti più di quattromila templi, tutti costruiti tra il 1057 e il 1287. Alcuni di questi presentano dimensioni maestose, altri conservano al loro interno statue di Buddha dorate che arrivano a sfiorare i dieci metri, altri ancora, infine, rivelano interni magnificamente affrescati. Non a caso questa città viene definita da molti la "valle dei templi". Prendendo in prestito le parole di Tiziano Terzani, Bagan viene considerato "uno di quei luoghi che ti rende fiero di appartenere alla razza umana".

Sarà proprio la grande quantità di templi a colpirti, non appena metterai piede a Bagan. Luoghi di culto e di spiritualità, che invitano semplicemente a fermarsi, in silenzio, e a respirare la storia antica che prende vita sotto quei raggi del sole che da millenni illuminano questa valle dall'incanto mistico.

Se desideri trascorrere qualche ora, o magari una notte intera, tra le mura millenarie di questi luoghi di culto, non avrai che l'imbarazzo della scelta. Sono infatti innumerevoli i templi presenti, caratterizzati da guglie elaborate, che si innalzano imponenti fino a fare il solletico al cielo, e da nomi complicati, che sembrano nati da un gioco bizzarro con l'alfabeto.

Impossibile non cogliere il fascino di Dhammayazik Paya, il cui fiore all'occhiello è rappresentato da una campana dorata e una terrazza da cui poter ammirare tutta la valle. Un'altezza da togliere il fiato è anche l'elemento distintivo di That Byinnyu (l'onnisciente), una delle eredità architettoniche più belle lasciate dal re Sithu I alla regione di Bagan. Non solo raggiunge i 61 metri, ma è anche un affascinante esempio di tempio costruito su due livelli squadrati.

Per la sua maestosità e l'ispirazione arabeggiante merita una visita anche il Pahto Ananda, un capolavoro della simmetria le cui guglie, nel 1990, in occasione del 900esimo anniversario del tempio, sono state nuovamente rivestite d'oro. I lunghi corridoi interni e i giochi di luce originati dalle finestre e dalle varie aperture geometriche costituiscono un luogo davvero sognante dove passare una notte diversa dal solito, all'insegna della riflessione e della spiritualità. Paura di soffrire di solitudine? Non ti preoccupare, a far compagnia alle tue riflessioni ci saranno anche due Buddha, Gautema e Maytreya.

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di: Personal Dreamer