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Una settimana con le più emozionanti poesie sulla vita - Prima puntata

Una settimana con le più emozionanti poesie sulla vita - Prima puntata

"Ho un segreto da confessarvi, avvicinatevi, avvicinatevi! Non leggiamo e scriviamo poesie perché è carino, noi leggiamo e scriviamo poesie perché siamo membri della razza umana e la razza umana è piena di passione. Medicina, legge, economia, ingegneria, sono nobili professioni, necessarie al nostro sostentamento, ma la poesia, la bellezza, il romanticismo, l'amore, sono queste le cose che ci tengono in vita". Queste sono le parole pronunciate dal professor John Keating, interpretato da Robin Williams nel meraviglioso film L'attimo fuggente, una vera e propria ode alla vita, all'amore e alla creatività, che Personal Dreamer ti consiglia più che caldamente, nel caso non lo avessi visto. E allora, per provare a celebrare anche noi la nostra ode alla vita, scegliamo di consigliarti alcuni bellissimi versi che alla vita sono dedicati, per farti passare una settimana all'insegna della bellezza e dell'amore per questa nostra esistenza, con le più emozionanti poesie sulla vita. Siamo convinti che leggere queste poesie, una al giorno, ti emozionerà e ti farà riflettere, aiutandoti a accompagnare la tua settimana con piccole gocce di gioia. Partiamo?

La prima che ti consigliamo è Desiderata, di Max Ehrmann:

Passa serenamente tra il rumore e la fretta
e ricorda quanta pace può esserci nel silenzio.
Finché è possibile senza doverti arrendere
sii in buoni rapporti con tutte le persone.
Dì la verità con calma e chiarezza,
e ascolta gli altri, anche il noioso e l'ignorante,
anch'essi hanno una storia da raccontare.
Evita le persone prepotenti e aggressive,
esse sono un tormento per lo spirito.
Se ti paragoni agli altri, puoi diventare vanitoso e aspro,
perché sempre ci saranno persone
più in alto e più in basso di te.
Rallegrati dei tuoi risultati come dei tuoi progetti.
Mantieni l'interesse per il tuo lavoro
benché umile; è un vero tesoro
rispetto alle vicende mutevoli del tempo.
Sii prudente nei tuoi affari,
poiché il mondo è pieno di tranelli.
Ma questo non ti impedisca di vedere quanto c'è di buono;
molte persone lottano per alti ideali,
e dappertutto la vita è piena di eroismo.
Sii te stesso. Specialmente non fingere di amare.
E non essere cinico riguardo all'amore,
perchè a dispetto di ogni aridità e disillusione
esso è perenne come l'erba.
Accetta di buon grado l'insegnamento degli anni,
abbandonando riconoscente le cose della giovinezza.
Coltiva la forza d'animo per difenderti
dall'improvvisa sfortuna.
Ma non angosciarti con fantasie.
Molte paure nascono dalla stanchezza e dalla solitudine.
Al di là di ogni salutare disciplina,
sii delicato con te stesso.
Tu sei un figlio dell'universo,
non meno degli alberi e delle stelle;
tu hai un preciso diritto ad essere qui.
E che ti sia chiaro o no, senza dubbio l'universo
va schiudendosi come dovrebbe.
Perciò resta in pace con Dio, comunque tu Lo concepisca,
e qualunque siano i tuoi travagli e le tue aspirazioni,
nella rumorosa confusione della vita
conserva la tua pace con la tua anima.
Nonostante tutta la sua falsità,
il duro lavoro e i sogni infranti,
questo è ancora un mondo meraviglioso.
Sii prudente.
Fa di tutto per essere felice.

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Proseguiamo poi con Invictus, di William Ernest Henley (citata nell'ominimo film di Clint Eastwood), per una bella iniezione di coraggio e di stima:

Dal profondo della notte che mi avvolge,
buia come il pozzo più profondo che va da un polo all'altro,
ringrazio gli dei chiunque essi siano
per l'indomabile anima mia.
Nella feroce morsa delle circostanze
non mi sono tirato indietro né ho gridato per l'angoscia.
Sotto i colpi d'ascia della sorte
il mio capo è sanguinante, ma indomito.
Oltre questo luogo di collera e lacrime
incombe solo l'orrore delle ombre,
eppure la minaccia degli anni
mi trova, e mi troverà, senza paura.
Non importa quanto sia stretta la porta,
quanto piena di castighi la vita.
Io sono il padrone del mio destino:
io sono il capitano della mia anima.

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La terza poesia ha anch'essa a che fare con il coraggio, anche se lo esprime in forme diverse. È La meditazione, di Nelson Mandela:

La nostra paura più profonda
non è di essere inadeguati.
La nostra paura più profonda,
è di essere potenti oltre ogni limite.
È la nostra luce, non la nostra ombra,
a spaventarci di più.
Ci domandiamo: "Chi sono io per essere brillante, pieno di talento, favoloso?"
In realtà chi sei tu per NON esserlo?
Siamo figli di Dio.
Il nostro giocare in piccolo,
non serve al mondo.
Non c'è nulla di illuminato
nello sminuire se stessi cosicché gli altri
non si sentano insicuri intorno a noi.
Siamo tutti nati per risplendere,
come fanno i bambini.
Siamo nati per rendere manifesta
la gloria di Dio che è dentro di noi.
Non solo in alcuni di noi:
è in ognuno di noi.
E quando permettiamo alla nostra luce
di risplendere, inconsapevolmente diamo
agli altri la possibilità di fare lo stesso.
E quando ci liberiamo dalle nostre paure,
la nostra presenza
automaticamente libera gli altri.

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Altrettanto emozionante è la quarta poesia che ti proponiamo: Un dono, di Mahatma Gandhi. E con questa siamo al giovedì della nostra settimana della poesia:

Prendi un sorriso,
regalalo a chi non l'ha mai avuto.
Prendi un raggio di sole,
fallo volare là dove regna la notte.
Scopri una sorgente,
fa bagnare chi vive nel fango.
Prendi una lacrima,
posala sul volto di chi non ha pianto.
Prendi il coraggio,
mettilo nell'animo di chi non sa lottare.
Scopri la vita,
raccontala a chi non sa capirla.
Prendi la speranza,
e vivi nella sua luce.
Prendi la bontà,
e donala a chi non sa donare.
Scopri l'amore,
e fallo conoscere al mondo.

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La quinta poesia è come un resoconto. Si tratta di Le cose che ho imparato nella vita, di Paulo Coelho:

Ecco alcune delle cose che ho imparato nella vita:
- Che non importa quanto sia buona una persona, ogni tanto ti ferirà.
E per questo, bisognerà che tu la perdoni.
- Che ci vogliono anni per costruire la fiducia e solo pochi secondi per distruggerla.
- Che non dobbiamo cambiare amici, se comprendiamo che gli amici cambiano.
- Che le circostanze e l’ambiente hanno influenza su di noi, ma noi siamo responsabili di noi stessi.
- Che, o sarai tu a controllare i tuoi atti, o essi controlleranno te.
- Ho imparato che gli eroi sono persone che hanno fatto ciò che era necessario fare, affrontandone le conseguenze.
- Che la pazienza richiede molta pratica.
- Che ci sono persone che ci amano, ma che semplicemente non sanno come dimostrarlo.
- Che a volte, la persona che tu pensi ti sferrerà il colpo mortale quando cadrai, è invece una di quelle poche che ti aiuteranno a rialzarti.
- Che solo perché qualcuno non ti ama come tu vorresti, non significa che non ti ami con tutto te stesso.
- Che non si deve mai dire a un bambino che i sogni sono sciocchezze: sarebbe una tragedia se lo credesse.
- Che non sempre è sufficiente essere perdonato da qualcuno. Nella maggior parte dei casi sei tu a dover perdonare te stesso.
- Che non importa in quanti pezzi il tuo cuore si è spezzato; il mondo non si ferma, aspettando che tu lo ripari.
- Forse Dio vuole che incontriamo un po’ di gente sbagliata prima di incontrare quella giusta, così quando finalmente la incontriamo, sapremo come essere riconoscenti per quel regalo.
- Quando la porta della felicità si chiude, un’altra si apre, ma tante volte guardiamo così a lungo a quella chiusa, che non vediamo quella che è stata aperta per noi.
- La miglior specie d’amico è quel tipo con cui puoi stare seduto in un portico e camminarci insieme, senza dire una parola, e quando vai via senti che è come se fosse stata la miglior conversazione mai avuta.
- È vero che non conosciamo ciò che abbiamo prima di perderlo, ma è anche vero che non sappiamo ciò che ci è mancato prima che arrivi.
- Ci vuole solo un minuto per offendere qualcuno, un’ora per piacergli, e un giorno per amarlo, ma ci vuole una vita per dimenticarlo.
- Non cercare le apparenze, possono ingannare.
- Non cercare la salute, anche quella può affievolirsi.
- Cerca qualcuno che ti faccia sorridere perché ci vuole solo un sorriso per far sembrare brillante una giornataccia.
- Trova quello che fa sorridere il tuo cuore.
- Ci sono momenti nella vita in cui qualcuno ti manca così tanto che vorresti proprio tirarlo fuori dai tuoi sogni per abbracciarlo davvero!
- Sogna ciò che ti va; vai dove vuoi; sii ciò che vuoi essere, perché hai solo una vita e una possibilità di fare le cose che vuoi fare.
- Puoi avere abbastanza felicità da renderti dolce, difficoltà a sufficienza da renderti forte, dolore abbastanza da renderti umano, speranza sufficiente a renderti felice.
- Mettiti sempre nei panni degli altri. Se ti senti stretto, probabilmente anche loro si sentono così.
- Le più felici delle persone, non necessariamente hanno il meglio di ogni cosa; soltanto traggono il meglio da ogni cosa che capita sul loro cammino.
- Il miglior futuro è basato sul passato dimenticato, non puoi andare bene nella vita prima di lasciare andare i tuoi fallimenti passati e i tuoi dolori.
- Quando sei nato, stavi piangendo e tutti intorno a te sorridevano.
Vivi la tua vita in modo che quando morirai, tu sia l’unico che sorride e ognuno intorno a te piange.

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Dopo questo accorato elenco, ci sta bene un augurio. Che te ne pare di questo? Ti auguro di vivere, di Jean Debruynne:

Ti auguro di vivere
senza lasciarti comprare dal denaro.
Ti auguro di vivere
senza marca, senza etichetta,
senza distinzione,
senza altro nome
che quello di uomo.
Ti auguro di vivere
senza rendere nessuno tua vittima.
Ti auguro di vivere
senza sospettare o condannare
nemmeno a fior di labbra.
Ti auguro di vivere in un mondo
dove ognuno abbia il diritto
di diventare tuo fratello
e farsi tuo prossimo.

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E infine, quale migliore congedo di quello di un maestro assoluto, uno che davvero dell'uomo e della vita aveva praticamente capito tutto, e che sceglie di cantare uno dei doni più belli che abbiamo, l'immaginazione: L'Infinito, di Giacomo Leopardi:

Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quiete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'è dolce in questo mare.

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Che meraviglia, vero? Ci pare davvero una settimana migliore, quella che possa essere accompagnata da questi versi. E questa è solo la prima puntata del nostro viaggio tra le odi alla vita, per cui continua a seguirci, anche su Facebook e Twitter, per scoprire prima di tutti quali saranno le poesie della prossima selezione.

Però, per salutarci al termine di questa prima tappa, scegliamo un'altra citazione. Per l'esattezza una citazione nella citazione, perché torniamo al professor Keating dell'Attimo Fuggente, e riportiamo dei versi che lui stesso decantava ai suoi alunni, per spronarli a vivere al massimo i loro giorni. È un passo tratto dal Walden di Henry David Thoreau: "Andai nei boschi per vivere con saggezza, vivere con profondità e succhiare tutto il midollo della vita, per sbaragliare tutto ciò che non era vita e non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto".

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di: Personal Dreamer